CY TWOMBLY

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CY TWOMBLY

A cura di Nicholas Serota

 

Cy TwomblyLa Galleria nazionale d’arte moderna ospiterà, dal 5 marzo al 24 maggio, la prima grande retrospettiva di Cy Twombly a Roma. Pur toccando tutte le fasi della carriera di questo grande artista americano, stabilitosi in Italia nel 1957, la mostra, che comprende sessanta fra dipinti (molti in più parti), sculture e lavori su carta, si concentra su alcuni momenti cruciali e opere chiave. L’itinerario della mostra va dalla fine all’inizio della carriera di Twombly, come se il visitatore incontrasse oggi l’artista e compisse insieme con lui un viaggio a ritroso nel tempo. Il percorso espositivo inizia con opere che appartengono già al XXI secolo, come l’esemplare della serie Bacchus del 2005, dipinta con il colore del vino e del sangue durante la guerra in Iraq, e alcune inedite sculture del 2009. Negli anni novanta, risaltano le monumentali Quattro stagioni, in equilibrio fra segno e colore, di cui si presenta l’esemplare del 1993-1995. Mai esposto prima è il gruppo di tre dipinti Untitled del 1985, eseguito a Bassano in Teverina e ispirato alla pittura veneziana del Settecento. Le sculture bianche, rielaborazioni di temi classici e funerari, dominano la produzione di Twombly dal 1976, mentre la dimensione mentale e la tavolozza virata sul grigio prevalgono in opere come il celebre Treatise on the Veil (Trattato sul velo), presente nelle due versioni del 1968 e del 1970, o la serie di dipinti dedicati a Nini Pirandello, la moglie del gallerista Plinio De Martiis morta nel 1971. I primi anni sessanta sono documentati da dipinti che evocano l’Italia e i suoi artisti, come The Italians del 1961, School of Athens dello stesso anno, che rimanda all’affresco di Raffaello, la serie Ferragosto e The Second Voyage to Italy (o la Caduta di Iperione) del1962. Ai grafismi si alternano grumi di colore vivido e materico, spremuto direttamente dal tubetto, e al recupero della fisicità corrisponde l’affondare nell’inconscio. Fra i dipinti eseguiti dopo il definitivo approdo in Italia nel 1957, compare quello appartenuto a Palma Bucarelli, che presentò la prima personale europea di Twombly alla Galleria La Tartaruga nel 1958. Il percorso espositivo si conclude con un lavoro che risale agli anni di studio dell’artista presso il Black Mountain College, Min OE (1951) nel quale, accanto all’influsso dei grandi contemporanei americani, soprattutto Franz Kline, si avverte già l’interesse per l’arte primitiva e arcaica, poi sviluppato, dopo il viaggio compiuto con Robert Rauschenberg in Italiae Marocco, in dipinti dei primi anni cinquanta quali Tiznit e Quarzazat del 1953, e nelle sculture-feticcio eseguite con materiali di scarto.

La mostra, organizzata in collaborazione fra la Tate di Londra e la Galleria nazionale d’arte moderna, è curata da Nicholas Serota, con la collaborazione di Nicholas Cullinan.

Il catalogo, edito da Electa su licenza di Tate Publishing, contiene saggi di Richard Shiff, Tacita Dean, Nicholas Cullinan e un’intervista di Nicholas Serota a Cy Twombly.

 

 UFFICIO STAMPA

Galleria nazionale d’arte moderna                 

Carla Michelli

con Ilaria Berlingeri e Vanessa Ilic

Tel.  06/32298328

e-mail: michelli@arti.beniculturali.it


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