Futurismo 1909-2009, Velocità + Arte + Azione

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Futurismo 1909-2009, Velocità + Arte + Azione di Francesca Eleuteri

Milano Palazzo Reale   6 febbraio - 7 giugno 2009

 

Milano,  la  città  che  sale -  qui il Futurismo è nato e ha vissuto la sua prima,  entusiasmante  stagione - dedica al Centenario di questa avanguardia rivoltosa e visionaria una mostra esplosiva posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, promossa dal Comune di Milano e da  Skira  Editore,  curata  da  Giovanni Lista e Ada Masoero, prodotta da Palazzo  Reale  in  collaborazione  con  Skira  e Artemisia e sostenuta da Fastweb come main sponsor e da Corriere della Sera.  La grande esposizione occuperà, eccezionalmente, l’intero piano terreno della Reggia milanese e sarà l’evento  centrale di un ricchissimo programma di iniziative promosso dal Comune di Milano, con manifestazioni di teatro, cinema, danza, moda, che faranno della città, per l’intero 2009, la capitale del Futurismo.

 

La Guerra, Giacomo balla 1916

La Guerra, Giacomo Balla 1916

Sono circa quattrocento le opere che la compongono, oltre 240 delle quali sono dipinti, disegni, sculture, mentre le restanti spaziano dal paroliberismo ai progetti e disegni d’architettura, alle scenografie e costumi teatrali, dalle fotografie ai libri-oggetto, fino agli oggetti dell’orizzonte quotidiano: arredi, oggetti di arte decorativa, pubblicità, moda, tutti segnati dall’impronta innovatrice del Futurismo. 

   Unica tra le numerose manifestazioni espositive del Centenario, questa mostra intende infatti documentare l’intero, vastissimo campo d’azione del Futurismo, ponendo l’accento sulla sua generosa e per certi versi utopistica volontà di ridisegnare l’intero ambito dell’esperienza umana in una chiave inedita. Ridurre l’esame del Futurismo alla sola pittura e scultura rischia infatti di snaturarne il volto, cancellando quella che resta la sua più vistosa e ineguagliata specificità. 

Il cavaliere Rosso, Carlo Carrà, 1913

Il cavaliere Rosso, Carlo Carrà, 1913

Non solo, ma poiché il Futurismo non operò nei soli, più celebrati, anni Dieci, ma fu vitale per almeno un trentennio, la mostra ne rileggerà l’intera estensione, fino allo scadere degli anni Trenta, ampliando poi ulteriormente il suo orizzonte temporale per evidenziare da un lato le eredità che raccolse, dall’altro i lasciti che seppe affidare alle generazioni future: il percorso si avvia infatti nell’ultimo decennio dell’Ottocento, documentando la cultura visuale entro cui il Futurismo si formò e si inoltra nella seconda metà del Novecento, con alcuni dei protagonisti di quella stagione (Fontana, Burri, Dorazio, Schifano, i poeti visivi) che al Futurismo guardarono o resero un esplicito omaggio. 

   Così come i futuristi volevano porre lo spettatore “al centro del quadro”, un allestimento fitto e incalzante porrà il visitatore “al centro del Futurismo” in una mostra vitale, esuberante e polifonica come fu quella straordinaria e irripetibile avanguardia, che da Milano si irradiò nell’intera Italia e di qui in Europa, coinvolgendo una vera folla di artisti. 

   Tuttavia, di tutti coloro che in Italia operarono in seno al Futurismo si è scelto di presentare solo quelli che diedero un più importante contributo alla causa, sul piano della qualità della loro ricerca o sul versante del dibattito teorico: entrati nel nuovo secolo, è infatti ormai possibile gettare su questo movimento uno sguardo che travalichi la mera cronaca per servirsi dei soli strumenti della storia e della storia dell’arte. 

Francesca Eleuteri

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