“Ho fatto della mia cattiva sorte un diamante”
“Ho fatto della mia cattiva sorte un diamante” di Massimo Cimarelli
Lo scorso 3 Febbraio il Presidente francese Sarkozy ha conferito la Legion D’Onore alla creatrice del più famoso mago contemporaneo: la scrittrice Joanne Kathleen Rowling. Questo è solo l’ultimo passo dell’avanzata trionfante della scrittrice inglese che ha conquistato il cuore di milioni di lettori, non solo bambini, in tutto il mondo. Il Presidente francese ha sottolineato che, oltre ad aver restituito il piacere della lettura ai bambini, il titolo le è stato conferito per la tenacia con cui ha lottato, anche in situazioni economiche non felicissime, per il raggiungimento del suo obiettivo: la pubblicazione di quello che sarebbe diventato il primo libro della saga di Harry Potter. Ma più dello stesso Harry è la sua creatrice a rivestire un carattere veramente magico: una forza di fronte alla quale tutto cede, una forza indomabile, un movimento centripeto nell’attrarre a sé, convogliando in sé, rettificando e centrifugo nell’abbattere ogni resistenza opposta e nel procedere intrepido. Una forza paragonabile a quella di un carro condotto da un re, un grande carro composto da sette stelle , come i libri sul maghetto inglese, che i marsigliesi raffigurarono e chiamarono “Le Chariot” mentre noi, alzando gli occhi al cielo, chiamiamo Orsa Maggiore: quella costellazione che ruota attorno al polo Nord celeste come in un movimento di espansione, come l’azione che viene da un centro e da questo si propaga inarrestabile. Così, in questo settimo numero di Volume abbiamo pensato di farvi gradita sorpresa regalandovi l’autobiografia della stessa Rowling la quale ci ha ricordato la grande tradizione letteraria e magico-fantastica d’Inghilterra: quel movimento, di cui lei è divenuta l’ultimo anello, che da Shakespeare fino a Carroll Lewis e Tolkien ha infiammato l’immaginazione dei lettori, portando alla luce della coscienza, nella consueta forma fanciullesca di chi vuol celare agli occhi atrofizzati di moderni adulti cinici e lavoratori, motivi e temi fondamentali all’essere umano e che solo attraverso dei cuori semplici possono essere compresi. Vorrei però far notare che, il racconto di come la scrittrice inglese abbia inventato la saga del giovane mago, ossia l’intuizione che dice di aver avuto, aspettando il treno in ritardo, possa essere se non vera almeno verosimile e di per sé leggendaria: a ricordo di come il genio, superindividuale, si manifesta nella vita quotidiana.
Massimo Cimarelli
























