Tokyo tra passato e futuro

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Tokyo tra passato e futuro di Giorgia Aniballi

Di fronte alla crisi economica mondiale l’impero del Sol Levante non si spaventa, e passa deciso al contrattacco.

L’ente per il turismo nipponico sta infatti promuovendo in questi mesi un tour europeo che sponsorizzi le bellezze della capitale, per far conoscere all’estero lo spirito di un paese dove vecchio e nuovo dipinto-giapponeseconvivono in armonia. Articolata in più tranche, la tappa italiana si è fatta in due, con una mostra dal titolo Ritratti a confronto da Edo a Tokyosvoltasi dal 21 Gennaio al 2 Febbraio presso l’Istituto di Cultura a Roma, e un Tokyo day allestito il 3 Febbraio presso la Galleria San Pietro dell’Hotel Rome Cavalieri.

Squisitamente pensati per chi del Giappone ne sa ben poco, i due eventi erano tutti un pullulare di pannelli in formativi su usi e costumi del luogo: dalla raffinata cucina alle festività popolari, dai poli artistici della capitale dritti fino al tour della Tokyo di un tempo.

Culmine della mostra presso l’Istituto di Cultura, trenta fedelissime riproduzioni di alcune delle xilografie componenti la serie Cento vedute famose di Edo, eseguite a mano da maestri xilografi con i materiali e secondo il metodo dei tempi di Hiroshige (ora la produzione è interamente meccanizzata) realizzate in un arco di tempo che va dal 1998 ad oggi.

La serie originale, datata al 1856, illustra i luoghi più famosi della vecchia Edo, con l’abbondare di riferimenti stagionali e lo straordinario uso del colore tipici del grande maestro: in un periodo in cui ancora non esisteva la fotografia, opere del genere svolgevano la funzione essenziale di celebrare le bellezze della capitale, permettendo a tutto il popolo giapponese di goderne nonostante i chilometri di distanza. La genialità dell’esposizione, a prima vista quasi banale nella sua classicità, è l’aver giustapposto ad alcune stampe le foto di quegli stessi luoghi ritratti ai giorni nostri, in modo da fornire allo spettatore un assaggio degli sconcertanti cambiamenti avvenuti nel corso dei secoli in quella che è oggi una delle metropoli più all’avanguardia del mondo. Le nebbie romantiche, i ponti di legno, la vista del monte Fuji che spunta all’orizzonte tra le botteghe dei commercianti, hanno oggi ceduto il posto ai Mitsukoshi, alle strade costeggiate dai futuristici grattacieli o alle luci di un porto che ha forse perso il sapore malinconico dell’antichità, ma non è per questo meno affascinante.

A controbilanciare questo tuffo nel Giappone di un tempo, il variegato allestimento organizzato presso l’Hotel Cavalieri, con protagonista indiscussa la Tokyo di oggi, in lizza tra le possibili location per le olimpiadi e paraolimpiadi del 2016. Una metropoli a trecentosessanta gradi, presentata al pubblico occidentale tramite l’esposizione di alcuni robot nipponici, oltre a diversi pannelli illustranti la massiccia campagna pubblicitaria per l’evento e il piano urbanistico studiato per accoglierlo. Una sovrabbondanza di brochure ed in formazioni turistiche cui attingere a piene mani, erano invece disponibili per chiunque stesse pianificando un viaggio nella capitale nipponica, il tutto pensato per rendere al meglio il fascino di questa città dai mille volti.

 

pittura-giapponese1Non c’è che dire: il governo giapponese merita un applauso per la capacità dimostrata di attingere alle proprie risorse, organizzando alla perfezione un evento colpevole forse di una certa banalità per chi già conosce usi e cultura del Sol Levante, ma sicuramente vincente nell’imprimere uno slancio all’industria turistica del paese. 

Giorgia Aniballi

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