Sagittario
Sagittario di Veronica Pinzuti
Il Sagittario è il nono segno dello zodiaco: un centauro con l’arco teso e la freccia incoccata, il capo inclinato e gli occhi fissi sul bersaglio, i muscoli contratti e concentrati nel gesto atletico.
I Centauri sono esseri biformi con la metà inferiore del corpo di cavallo e il busto umano. Per questa loro duplice natura fisica sono ritenuti, sin dall’antichità greca, simboli ambivalenti: brutali come bestie o sensibili come esseri umani.
Nei testi mitologici, la personalità che più spesso li rappresenta è quella di creature peccaminose, che non sono in grado di placare la propria natura animale e infatti, essi appaiono spesso come i protagonisti di episodi violenti e di rapimenti. Tuttavia, tra i numerosi racconti mitici, di rado si incontra qualche Centauro saggio e benevolo: Chirone è uno di questi. Un degno rappresentante del segno zodiacale del Sagittario.
Il mito
Chirone fu il più celebre, il più saggio ed il più sapiente di tutti i Centauri. Nato immortale dal dio Crono e da Filira, figlia d’Oceano, viveva in Tessaglia, in una grotta sul monte Pelio. Egli era molto amico degli uomini e per questo essi spesso gli affidarono l’educazione dei propri figli, ai quali il Centauro dispensò ogni suo sapere nell’arte della guerra, della caccia, della musica e, non ultimo, della medicina, di cui Chirone fu un illustre precursore. Egli ebbe come allievi eroi del calibro di Giasone, Asclepio ed Achille, al quale si narra che praticò un delicato intervento chirurgico al tallone.
Chirone si mostrò molto generoso con gli uomini, aiutandoli spesso nelle loro disavventure. Da un essere così benevolo, ci si aspetterebbe una fine quiete e serena, invece il destino gli riservò un’ingiusta sorte.
La storia ci riporta alle avventure di Ercole, l’eroe delle dodici grandi fatiche, il quale durante uno dei suoi viaggi si trovò ad attraversare la regione in cui viveva il Centauro Folo. Ercole, affaticato dal lungo cammino, chiese ricovero presso la sua dimora ed egli lo accolse con grande premura, organizzando per l’eroe un prelibato banchetto di carni e vino. Folo sapeva di non avere il diritto di consumare il prezioso nettare d’uva senza condividerlo con i suoi fratelli Centauri, ma non se ne curò e preferì rifocillare il mitico campione.
Purtroppo l’odore del vino, spargendosi per tutto il vicinato, non tardò a destare l’ira dei Centauri. Essi si armarono di tizzoni, massi e di interi alberi sradicati e accorsero furiosi alla casa di Folo. Lì si scatenò una lotta terribile, ma Ercole ebbe la meglio e riuscì a mettere in fuga i mostri. Quest’ultimi, per salvarsi, cercarono rifugio presso la grotta dell’onesto Chirone, il fratello più compassionevole e mentre il branco dei Centauri si stringeva attorno al buon Sagittario, una freccia di Ercole lo ferì in modo letale.
Appena l’eroe si accorse di aver colpito Chirone, cessò il suo attacco e cercò immediatamente di medicare il buon Centauro. Purtroppo il veleno fu micidiale e la sofferenza che procurava al povero Chirone era tale da fargli desiderare solo la morte. Di fronte a tanto dolore, Prometeo, nato mortale, si offrì di cedergli il suo diritto all’eterno riposo e solo così il Centauro ferito poté finalmente trovare pace tra le stelle dello zodiaco.
Il profilo caratteriale
Se prestiamo attenzione al racconto appena narrato, possiamo individuare qualche tratto caratteriale che denota il nucleo fondamentale della personalità dei nati sotto questo segno. Del Centauro protagonista, Chirone, possiamo sottolineare la generosità nell’accogliere i fratelli spaventati: un comportamento che l’uomo Sagittario attua in generale con molte delle persone bisognose che incontra, mostrandosi magnanime e disponibile verso gli oppressi. Come Chirone, i nati sotto il segno del Sagittario sono generalmente onesti e degni di fiducia, gentili e pieni di tatto nelle situazioni più intime e delicate.
Come segno di fuoco, l’uomo Sagittario mostra tenacia e una buona capacità di comando, talvolta però questa sua abilità è accecata da un orgoglio eccessivo, che può perfino renderlo aggressivo.
Quando la testardaggine eccede, l’autoironia dimostra essere l’arma vincente, mentre una sviluppata facoltà di osservazione e di intuizione, forniscono una speciale capacità di giudizio in molte situazioni.
Veronica Pinzuti
























