Vergine

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Segnali dallo zodiaco: Vergine

di Veronica Pinzuti

Cosa c’è sopra le nostre teste che non sia anche dentro di noi? E come si manifesta questa corrispondenza a livello psichico?

Senza alcun dubbio, secondo il parere di George I. Gurdjieff, uno degli ultimi grandi esponenti della tradizione ermetico - alchemica, i pianeti hanno un’influenza enorme, tanto sulla vita dell’umanità in generale, quanto sulla vita dell’individuo in particolare. Gurdjieff parla metaforicamente di una grande ruota sospesa sopra la Terra, alla quale sono fissati sette proiettori – i pianeti. Questa ruota gira e a turno, la luce dei vari proiettori illumina il globo terrestre donandogli colori e sfumature ciclicamente differenti. Tutti gli esseri terreni sono soggetti alla stessa luce e ne sono particolarmente sensibili al momento del loro primo ingresso al mondo: quella precisa colorazione gli apparterrà per tutta la vita.

Senza approfondire il pensiero del grande maestro armeno, possiamo avvertire quanto il “colore” di cui Gurdjieff parla assomigli all’inclinazione caratteriale che rende ogni uomo diverso tra i simili.

Vergine

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Il segno del mese

Una giovane fanciulla alata con in mano una spiga di grano, simbolo di vita e fertilità: questa è l’immagine più rappresentativa del segno della Vergine.

Esso domina il mese di Agosto e le prime due decadi di Settembre. È un segno di terra ed è associato alla fine dell’estate, alla purezza e al temperamento melanconico, in cui il calore e la passionalità degli istinti sono abbandonati per un più lucido e distaccato comportamento intellettuale.

Il mito

Quando al tramonto il maestrale si quieta e le cicale intonano l’ultimo canto intenso e frastornante, passeggiando con l’occhio del cuore tra i boschetti di pini dei tomboli toscani può capitare di avvertire l’impalpabile presenza di una dea che si aggira solitaria. Demetra è il suo nome ed ella fu presso gli antichi Greci la divinità del grano e della terra coltivata.

In un tempo assai remoto ella amò Zeus e con lui generò Persefone, figlia amata e adorata che Demetra ammirava crescere mentre innocente giocava con le ninfe tra boschetti in fiore. L’attenzione e la cura che Demetra riservava alla figlia non bastarono però a tenere lontano da lei lo sguardo voglioso di suo zio Ade, dio dei morti. Un giorno egli, con un gesto fulmineo, spalancò la terra sotto i piedi della piccola Persefone e la fece precipitare agli Inferi, tra le sue braccia.

Alla scomparsa della figlia, il cuore di Demetra implose di angoscia e rabbia. Per nove notti e nove giorni, senza mangiare né bere, la dea del grano errò in ogni dove alla ricerca della bimba prediletta. I suoi sforzi furono vani e disperata, la dea decise di abdicare al suo ruolo divino, rinunciando a garantire la fertilità del globo terrestre.

L’esilio volontario di Demetra dall’Olimpo rese la terra sterile e ciò sconvolse l’ordine umano. Per riparare alla perenne siccità, Zeus riuscì ad accordarsi con Ade che permise a Perefone di passare una parte dell’anno tra le cure di sua madre.

Ancora oggi possiamo accorgerci della presenza o meno di Persefone all’Olimpo: tra la primavera e l’autunno i ricchi frutti della nostra terra ci raccontano dell’amorevole unione delle due dee che felici e gioiose dispensano vita e fertilità nel mondo umano; l’aridità dei terreni invernali è invece indice dell’obbligata e triste separazione che toglie a Demetra ogni energia e volontà di dedicarsi al suo compito divino.

Il profilo caratteriale

Astrologicamente il segno della Vergine si situa in un momento dell’anno in cui la terra appare secca e sgombra, ripulita e nuova, vergine appunto. In questo ambiente naturale, il profilo caratteriale che emerge è quello di una persona attenta e disciplinata: come in un campo prossimo alla semina, dove ogni mossa va calcolata e sapientemente scelta, così anche l’uomo della Vergine appare scrupoloso, serio e metodico. Egli si mostra ben capace di dominare l’impulsività e di rispettare con ordine le regole. Talvolta la sua pignoleria e precisione lo rendono fin troppo esigente e pedante, ma senza queste caratteristiche la sua singolare efficienza d’azione verrebbe meno.

Veronica Pinzuti

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