Ariete

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Segnali dallo zodiaco: Ariete di Veronica Pinzuti

Alcuni attuali studi psicologici definiscono i sogni come espressioni del mondo infero che ogni individuo custodisce dentro sé e che di notte si popola di miti e dèi. Nella realtà onirica l’uomo abbandona le dimensione antropica e agendo come un personaggio leggendario, incarna sentimenti e stati d’animo specifici. Questo approccio di studio sostiene l’esistenza di un intreccio invisibile tra il mondo supero e onirico ed indica come necessaria una discesa notturna nel mondo mitologico per comprendere e spiegare reazioni e comportamenti individuali. Nel testo che segue applichiamo lo stesso metodo di lettura all’analisi del segno zodiacale, convinti che ciò sia utile ad una comprensione maggiore dei tratti caratteriali dell’individuo interessato; per accordarsi meglio a sé stessi e agli altri.

Il segno del mese

Il 21 marzo si festeggia l’Equinozio di Primavera, giorno di perfetto equilibrio tra la notte e il dì e momento in cui la Natura reca un messaggio di rinnovamento e di risveglio dopo le lunghe notti invernali. Il segno zodiacale che accompagna questo passaggio temporale è l’Ariete, segno di fuoco, affine al pianeta Marte e al Sole. L’Ariete rappresenta la forza ignea che corrisponde alla vitalità originaria che sgorga ed erompe, all’impulso primitivo e creativo della vita che saluta la fredda stagione con un’energica ventata di rinnovamento.

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Il mito

Antica Grecia. Due principi bambini, Frisso ed Elle, nati dal primo matrimonio del re Atamante (figlio di Eolo, il dio del vento) e Nefele (dea delle nuvole). Atamante ripudia Nefele per un’altra donna: il suo nome è Ino. La seconda moglie, vedendo nei figliastri un ostacolo per la propria discendenza all’eredità del Regno, ordisce un piano per sbarazzarsi di loro: il popolo viene privato del raccolto e ridotto alla fame. Come unica soluzione l’oracolo, da lei stessa corrotto, annuncia al re Atamante il sacrificio di Frisso ed Elle. Tutto è ormai pronto per l’avvento dell’immane tragedia, ma proprio sull’altare dove i due bambini stanno per essere immolati, sopraggiunge un meraviglioso animale, un ariete alato e dal vello d’oro, che caricati sul dorso i due principini, li porta in salvo volando verso Oriente.

Il profilo caratteriale

Dal breve racconto mitologico emergono almeno due figure leggendarie a cui si lega il segno zodiacale dell’Ariete e dalla cui analisi possiamo derivare alcuni dei tratti caratteriali determinanti la personalità dei nati tra il 21 marzo e il 20 aprile. La figura che appare come immediatamente associata al segno astrale è sicuramente il montone dal vello d’oro. Nel mito esso interviene in modo coraggioso e generoso, salvando i due bambini dalla crudeltà e ponendo fine agli inganni e alla corruzione materiale dell’ambiente sociale. Tale figura mitologica condivide con gli individui del segno corrispondente il rifiuto di imbrogli e meschinità legati all’avidità di manovra per ottenere benefici. Inoltre, il viaggio che l’animale compie verso il cielo d’Oriente indica una propensione allo spirituale e al divino a cui gli individui interessati sembrano inclini. La seconda figura del racconto associata al segno zodiacale dell’Ariete è quella del principe Frisso, l’unico dei due bambini che sopravvivrà al viaggio salvifico. Frisso, come gli individui a lui affini, dimostra il coraggio di intraprendere un personale percorso di vita: rifiuta di accomodarsi sull’allettante poltrona ereditata dal padre e si dichiara pronto a pagare anche un alto prezzo per realizzare le proprie aspirazioni. Figlio di nuvola (la dea Nefele) e di vento (il re Atamante), l’ariete Frisso cerca sé stesso con un fervore idealista. Condottiero solitario e libero, egli non si cura dei pregiudizi e non accetta imposizioni di sorta.

 Veronica Pinzuti

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